Biografia

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- Fino all'età di cinque anni – ha raccontato in seguito - parlavo solo italiano, ma il mio non è nemmeno italiano è un dialetto degli Abruzzi, ed io lo parlo anche male. Del resto non parlo bene nemmeno l'inglese.

Dino intanto cresceva. Iniziò la scuola ma non era proprio il suo forte.
Sapeva però comportarsi e farsi apprezzare. Era simpatico, riusciva sempre a cavarsela in ogni situazione, e poi come diceva la la sua maestra:
- Era educato e bellissimo. Gesù se era un bel ragazzino…. Riccio e simpatico non studiava tanto, ma era così rispettoso…

Dino aveva già altro per la testa che imparare l’ortografia. Il primo impatto terribile fu con la parola “Apple”. Sbagliava a scriverla. Suo padre la chiamava mela, la sua insegnante “Apple”, ma a volte anche suo padre la chiamava così e ne usciva una “APPLA” che non si sapeva cosa fosse. Però la mangiavano tutti. Anche senza saperla scrivere. Neanche i fratelli Antonucci che le vendevano sapevano scriverla. E neanche i contadini che la coltivavano… E lui pensava: Puoi coltivarla, venderla mangiarla, ma non è necessario che tu sappia scrivere il suo nome.

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Quando le suore al Catechismo iniziarono a parlare di Adamo ed Eva e del peccato originale, lui capì che era stata quella maledetta mela a dare il via a tutta la storia dell’ortografia… Capì che nella mela c’era il peccato.
Dio aveva detto di mangiare tutto quello che volevano, tranne quella maledetta mela dell’albero della conoscenza.
Ecco il primo di tutti i mali: la conoscenza!
A quegli stupidi non bastava mangiare e basta?
No, volevano conoscere, volevano saper scrivere quello che mangiavano e questa è stata la dannazione! Accidenti all’APPLA ed alla conoscenza!

Già da ragazzino la sua vocazione era lo spettacolo. quando era in casa portava sempre un cappello in testa. Se ne andava in giro col cappello in testa cantando e ballando.

L'infanzia e l’adolescenza furono vissuti in maniera spensierata.
Si capiva che era Italiano: sapeva farsi rispettare. All'età di 12-13 anni sapeva anche adoperare i pugni contro le piccole angherie dei teppistelli di quartiere. Ma allo stesso tempo era premuroso con tutti.
- Era un ragazzo leale e generoso – racconta il suo vecchio compagno di classe Mavrotis – a differenza degli altri aveva sempre qualche centesimo nelle tasche ed offriva volentieri un gelato o una caramella ai suoi amici. Se aveva un penny lo divideva con tutti.

A 16 anni lasciò la scuola e quando divenne famoso spesso raccontava:
- Lasciai la scuola per seguire la musica.
La frase suonava bene e cominciò a crederci anche lui.

Dopo la scuola tentò di lavorare seriamente prima come benzinaio e poi fu ingaggiato come pugile. Il suo nome era Kid Crochett. Ma il successo non durò a lungo. Molti anni dopo lui stedso scherzando ricordava: - Avevo una carriera assicurata anche da pugile. Prendevo 10 dollari ad incontro. Ho sostenuto 12 match e li ho vinti tutti… Tranne gli ultimi 11…

A 19 anni conosceva bene la vita. Molti sostengono che avesse lavorato anche nel contrabbando durante l'Antiproibizionismo, trasportando l’alcool dentro le bottigliette della lozione per capelli Million Dollar of Auerbach. E di boccette di Million Dollar in verità ne era piena anche la bottega di Gaetano.
Ma un giorno smise di arrangiardsi ed iniziò a lavorare al Rex, il più bello e grande casinò della zona. Divenne un mazziere bravo, dannatamente bravo. Lì non usavano fiches, ma solo dollari d'argento. E nella confusione più totale, come un consumato prestigiatore qualche dollaro scivolava anche nei propri larghi mocassini...

Nel frattempo faceva conoscere la sua voce nei tavoli, tra gli amici e clienti e qualche volta quando il capo-orchestra lo permetteva cominciò a cantare, saltuariamente, canzoni italiane, proprio nel casinò. “Ohi Marì” oppure i successi di Bing Crosby, che imitò fino a quando non scoprì di avere una voce propria altrettanto calda e affascinante.

Cominciavano allora a spuntare quelle voci che sarebbero diventate mitiche negli anni a venire. Giovani ragazzi guappi, “Spaghetti Boys” di origine italiana, tra gli altri un certo Frank Sinatra, Pierino Como ed anche se non cantava, ma aiutò tutti ad emergere Lou Costello conosciuto come Pinotto della famosissima coppia Gianni e Pinotto.

Dino Crocetti, figlio di un barbiere abruzzese, nato sotto il cielo grigio come l’acciaio, era destinato a diventare una stella di quello stesso cielo. Avrebbe fatto ciò che nessun altro sarebbe riuscito a fare: dischi, film, programmi radiofonici e televisivi. E proprio lui, come pochi altri avrebbe scoperto e battezzato quell mondo : “La sporca fabbrica dei sogni”.